La Siae richiede un compenso a chi diffonde nel proprio locale musica del repertorio amministrato. È il suo ruolo istituzionale: gli autori, gli editori e i compositori che le hanno conferito mandato hanno investito tempo e talento per creare quei brani, e Siae raccoglie i compensi che spettano loro per ogni utilizzo commerciale. Lo stesso vale per Scf, il consorzio costituito nel 2000 da oltre 400 case discografiche, che tutela i diritti connessi dei produttori discografici e degli artisti interpreti che lo hanno scelto come rappresentante.
Quello che molti commercianti non sanno è che oggi esiste un'altra possibilità. Negli ultimi anni il mercato della musica per ambienti commerciali è cambiato: il D.Lgs. 35/2017 ha aperto il mercato della gestione collettiva. Oggi esistono cataloghi di musica nuova, di qualità professionale, pensati appositamente per le attività commerciali, che non rientrano nel mandato di Siae e Scf perché composti da brani al di fuori dei loro repertori.
Non è un escamotage e non è "musica gratis". È una filiera diversa: cataloghi musicali costruiti per il contesto retail e hospitality, al di fuori dei repertori amministrati dalle società di gestione collettiva. Lo stesso modello che molte radio commerciali utilizzano da decenni nel resto del mondo.
La domanda vera, allora, diventa: la qualità di questa musica è davvero paragonabile? La risposta più onesta è provare per credere. Sette giorni gratis nel tuo locale, senza carta di credito. Ascolti, valuti, decidi.